
Parodia del più noto Rocco invade la Polonia,il film ha una trama scontata e a tratti anche banalotta.
Trama: un nongiovine di belle speranze sbarca in Polonia con il mito delle ragazze dell'est.Non della Germania Est,dove la più attraente ha il secsappìl di un pistone da camion e il fascino di Arnold Shvacchenegghèr,bensì di racconti e reportasg fotografici di colleghi che vantano e millantano di grandi gnocche (ovviamente non grandi come in america dove,è bene ricordare ai più,NON esistono bagnine fighe come quelle di Bèiuoc -creature mitiche e mai esistite come le sirene e le più orizzontabili erinni- e il grandi fighe non va inteso in senso buono...va inteso in senso dimensionale.diciamo dai 150 chili in su).
Le belle speranze del nongiovane devono benpresto fare i conti con la dura realtà.dopo aver preso alloggiamento in hotel la prima sera,finisce direttamente in un locale per sbarbati che lo fanno sentire un anziano dentro e dove la ragazza più bella è secsi quanto Gerry Bruno dei Brutos.
Con la speranza che le cose possano solo migliorare il nongiovine rientra in hotel la seconda sera e immediatamente la situazione precipita.
la ragazza della recepsiòn gli fa notare che non hanno preso il numero di carta di credito per l'addebito del conto e gli intimano di pagare mentre i colleghiamici gli danno appuntamento per la cena.sistema quindi le pendenze con la recepsionista e si dirige stanco e sconsolato in camera per un bagno rilassante e purificatore.
decide quindi di fare pausa cannetta direttamente a mollo,cosa che unita all'acqua calda gli da il colpo di grazia facendolo cadere addormentato direttamente in vasca.
quando si sveglia il senso del tempo è perso completamente,il senso della ragione non c'è mai stato e si sta togliendo la schiuma dalle branchie.è stato pocopoco a bagno.
nemmeno fa in tempo a sciacquarsi che bussano alla porta.prima in maniera educata e leggera,poi via via più insistente e decisa.al grido di 'arrivo cato...ero ancora in vasca' si dirige verso la porta ancora gocciolante e mettendosi appena un asciugamano a coprire i gioielli di famiglia apre la porta.
la tragedia comincia il suo epilogo.
non è chi credeva stesse bussando.è la ragazza della recepsciòn con la fattura che il solito rimba ha dimenticato di prendere e che evidentemente non poteva aspettare che lui scendesse per cena.
dopo averle visto assumere tutte le gradazioni cromatiche dal bianco al viola intenso e la spiegazione della busta,la ragazza lancia il plico e scappa gridando un 'gùùdbaì' di liberazione che neanche le vittime di annibaldecannibal...
la trama potrebbe chiudersi qui ma la regia continua impietosa a soffermarsi sui primi piani sghignazzanti della ragazza della recepsiòn e del suo farsi rossa.e dei sogghigni di tutto il resto del personale dell'hotel al passaggio del protagonista.
il protagonista è sempre il solito.espressivo come un mocassino.e la regia certi spettacoli poteva anche risparmiarseli.
giudizio critico:dù palle....
ristorante, esterno sera.
- cameriere...
- il polipo alla siciliana non è di suo gradimento signore?
- no no, si figuri, solo...una domanda...
- dica...
- è zona di vampiri questa?
- ...mmmm no, non credo...perchè?
- e allora come mai tutto quest'aglio nel polipo?
- signore, se quello che sta sulla sua maglietta fosse sangue ora dovrei trafiggerle il cuore con un paletto di frassino...
- ...il conto... (guardando l'orologio che non ha) ...sa, s'è fatta una certa... (figura di merda, soggetto sott'inteso...)